Viviane Sassen, fotografa e artista olandese, è una figura emblematica nell’universo della fotografia contemporanea. Le sue opere, spesso caratterizzate da una forte componente surreale e simbolica, affrontano temi complessi come la nudità, la censura, e l’identità, sfidando costantemente le norme conservatrici della società.

Pubblicazione diFolio
Un’altra tappa fondamentale nella carriera di Sassenè la pubblicazione “Foglio” con@notenote.editions. Questa raccolta rappresenta un viaggio intimo nella sua evoluzione come fotografa, documentando la sua crescita artistica e le influenze che hanno plasmato il suo stile unico. Attraverso “Folio”, Sassen condivide non solo la sua visione artistica, ma anche il processo di nascita e sviluppo delle sue idee, offrendo uno sguardo dietro le quinte del suo mondo creativo.

Censura e Nudità:
Viviane Sassen continua a essere sottoposta a un duro esame per la sua rappresentazione della nudità nell’arte. Le norme severe ci costringono a censurare parti del nostro lavoro in modi che possono sembrare limitanti.

Tecnica e Tematica:
Sassen usa una tecnica che combina frammenti di immagini e pittura, creando un collage profondamente intuitivo. Le sue opere esplorano concetti di identità, dislocazione e la relazione tra corpo e spazio, un esempio di questa tecnica da collezione
 “Le stanze di Eros” di Gio’ Pasta: https://www.giopasta.com/atelier/le-stanze-di-eros/metamorfosi-di-dafne/#section-group-7HoqVz7jXXa6ZtNAZZbktr

Storia e Fatti Curiosi:
Viviane Sassen è nata nel 1972 ad Amsterdam e ha trascorso parte della sua infanzia in Kenya. Ha studiato moda prima di dedicarsi alla fotografia. Alcuni fatti curiosi:

  1. Ha vinto il Prix de Rome nel 2007.
  2. Le sue opere sono state esposte al Museum of Modern Art di New York.
  3. Ha lavorato per marchi di moda come Miu Miu e Louis Vuitton.
  4. Le sue fotografie spesso includono elementi contemporanei come telefoni cellulari e automobili in Africa.
    Viviane Sassen non vede la fotografia solo come una superficie, ma come un luogo aperto dove i suoi sogni, i desideri e le paure convivono con la realtà tangibile del mondo.

    Retrospettiva alla MEP
    La MEP-Maison Européenne de la Photographie dedica una vasta retrospettiva a Viviane Sassen, una delle figure più innovative della fotografia contemporanea. Intitolata «Phosphor. Art & Fashion (1990-2023)», la mostra si terrà dal 18 ottobre all’11 febbraio 2024, riunendo oltre 200 scatti tratti dalle sue serie maggiori come «Parasomnia», «Umbra», «Flamboya» e «Roxane».

    Infanzia in Kenya e Carriera in Olanda
    Nata ad Amsterdam nel 1972, Sassen ha trascorso alcuni anni della sua infanzia in un paesino del Kenya, dove suo padre lavorava come medico. Questa esperienza l’ha profondamente influenzata, lasciando un’impronta indelebile nel suo lavoro fotografico, anche quando si è dedicata alla fotografia di moda una volta tornata in Olanda.

    Collaborazioni di Moda
    Nel settore della moda, Viviane Sassen ha lavorato per riviste prestigiose come «Vogue» e collaborato con fashion brand di fama internazionale come Stella McCartney e Missoni. Si è affermata grazie alle sue immagini grafiche e scultoree, caratterizzate da una bellezza surrealista che rompe con i canoni tradizionali della fotografia di moda, sfidando le leggi dell’equilibrio con inquadrature oblique, corpi frammentati e posizioni imprevedibili, simili a dei collage di carta. “La moda per me è sempre stata una specie di parco giochi dove compiere esperimenti con le forme, i colori e le strutture”, ha dichiarato la fotografa.

    Mostra della MEP
    La mostra fotografica della MEP non si concentra esclusivamente sugli scatti di moda, sebbene una selezione di essi sia presente. Piuttosto, si focalizza sulle serie più intime e spettacolari realizzate durante i numerosi viaggi di Sassen nel continente africano, dove è tornata più volte a partire dai 29 anni. Queste serie combinano il suo stile surrealista con i colori vibranti, i chiaroscuri contrastati e gli spazi sconfinati che ha portato dentro di sé dall’Africa. Questo lavoro le è valso il prestigioso Prix de Rome nel 2007 con la serie «Ultra Violet», celebrata per il suo “realismo magico”.

    Premi e Riconoscimenti
    Nel 2008, la pubblicazione della sua prima monografia «Flamboya» ha raccolto le foto realizzate in Africa, tra Kenya, Uganda e Tanzania, raffiguranti ritratti in pose surreali o spontanee di ragazzi e ragazze africani. Nel 2013, Sassen ha esposto i suoi lavori alla 55 ma Biennale di Venezia nella mostra principale «Il Palazzo enciclopedico». Nel 2015, ha vinto il Deutsche Börse Photography Prize per il lavoro «Umbra», commissionato dal Nederlands Fotomuseum di Rotterdam. Quest’opera è descritta come “un’interpretazione fantasiosa dell’idea di ombra come metafora dell’ansia e del desiderio, dei ricordi e delle aspettative, dell’immaginazione e dell’illusione che si manifestano nella psiche umana”, come riportato sul sito web dell’artista.

    Documenti di Archivio
    Oltre alle fotografie, la MEP espone anche documenti d’archivio mai presentati prima, offrendo ai visitatori l’opportunità di approfondire il lavoro di Sassen e la sua tecnica fotografica unica, che combina armoniosamente la composizione con l’uso di diversi media, come collage, video e pittura. L’obiettivo è mostrare il processo creativo dietro queste immagini coraggiose e poetiche, frutto sia di una continua sperimentazione e ricerca di nuove forme, sia della presenza costante della memoria e di una dimensione intima che permea tutta la sua opera.

    Viviane e la Fusione tra Fotografia e Pittura:
    Viviane Sassen ha sviluppato uno stile unico che coniuga la fotografia e la pittura, un approccio che sfida le percezioni visive e ci costringe a riconsiderare la natura dell’identità. Utilizzando frammenti di immagini fotografiche, Sassen sovrappone e integra strati di colore e texture, creando opere che sembrano emergere da un mondo onirico e surreale. Questo processo artistico non è semplicemente una combinazione di due tecniche, ma una fusione profondamente intuitiva che riflette la sua visione creativa. La sua arte esplora tematiche complesse come l’identità, la memoria e il corpo, spesso mettendo in discussione i confini tra realtà e immaginazione. Per Sassen, il collage è una pratica meditativa che le permette di sperimentare e scoprire nuove prospettive, offrendo al pubblico una finestra sulle molteplici dimensioni dell’esperienza umana. Le sue opere sono un invito a esplorare e riflettere, un viaggio visivo che stimola la curiosità e l’emozione:

Introduzione di Giò Pasta:

Giò Pasta, pittore figurativo e visionario, è legato al teatro dell’utopia, un concetto che riflette la sua capacità di trasformare la realtà attraverso l’arte. Come Viviane Sassen, Giò Pasta utilizza la sua creatività per esplorare e sfidare le percezioni convenzionali, creando opere che parlano al cuore e alla mente del pubblico. La sua arte è una celebrazione della bellezza e della complessità dell’esperienza umana, intrecciando narrazioni personali e collettive con un senso di meraviglia e scoperta. Giò Pasta trova ispirazione nel quotidiano e nelle storie di chi lo circonda, traducendo queste influenze in opere che evocano emozioni profonde e riflessioni. Con uno stile che unisce la precisione del disegno figurativo alla libertà espressiva del visionario, le sue opere sono un incontro tra realtà e immaginazione, un dialogo continuo tra passato e presente. La sua affinità con Viviane Sassen si manifesta nella loro comune ricerca di significati e connessioni attraverso l’arte, rendendoli entrambi protagonisti di un viaggio creativo che trascende i confini tradizionali: https://www.artmajeur.com/gio-pasta/en/artworks/16824022/metafora-corporea